sabato 10 agosto 2013

Pesce persico africano ai pomodorini

Che meraviglia al supermercato, trovare sempre una moltitudine profumata e fresca varietà di pescato, grazie alla incredibile velocità dei trasporti globalizzati posso acquistare ad un "giusto prezzo" un paio di filetti di pesce persico originario dal centr'africa e preparare , magari in Quaresima, un meraviglioso piatto vivace e colorato per tutti bambini...
 ricetta: 
- filetti pesce persico africano
- pomodorini datterini o cigliegino
- qualche cappero
- aglio, olio extravergine di oliva, sale, pepe
- farina per l'impanatura, prezzemolo
infarinate i filetti  e adagiateli in un tegame con l'olio, dove avete fatto appassire l'aglio, regolate di sale e pepe, aggiungete i  pomodorini, qualche cappero e dopo una decina di minuti, secondo lo spessore del filetto, quando ben dorati, servite  con una spolverata di prezzemolo fresco.
Da leccarsi i baffi...però..
Però...c'e sempre un però, soprattutto per la digestione, non per le calorie perchè dal punto di vista nutrizionale è ok, è la storia del filetto che non viene raccontata al bancone ghiacciato del supermercato, tanto meno nel prezzo alla cassa, sullo scontrino non si vede, la si vede solo attraverso gli occhi di Hubert Sauper con il suo documentario L'incubo di Darwin.
Articoli su questo film ne hanno scritti molti, non ricordo come sono arrivato a vedere il documentario, di certo non per via di qualche articolo sperduto nel Web. Adesso però quando vado al supermercato e vedo il cartellino pesce persico origine Africa, non posso fare a meno di ricordare i fotogrammi di alcuni bambini che si avvinghiano come cani randagi, ringhiandosi e mordendosi  a vicenda per accaparrarsi un pugno di riso. Il pesce è stato introdotto nel Lago Vittoria ed ha devastato l'ecosistema esistente, il pesce viene pescato in condizioni incredibili, eviscerato, sfilettato e imballato per i consumatori europei, le carcasse rimanenti, gli scarti, che da noi neanche per insaporire una zuppa li cucineremmo, rimangono alla popolazione locale piagata dall'HIV, la prostituzione per le donne, sono donne tutte dai 10 anni in poi, è d'obbligo, ciliegina sulla torta: gli aerei cargo che arrivano per procurarci il pregiato filetto atterrano in Africa, chissà come, carichi di ferraglia varia, tubi sottili ben imballati e lubrificati con manico di legno, dove all'interno scorrono palline di piombo, che colorano di grigio, perchè anche  agli Hutu e Tuzi piace tanto  giocare al SoftAir (gioco di guerra dinamico), come da noi!!, spararsi per divertimento, solo che non è tanto ludico in Africa.
Non guardatelo questo documentario, soprattutto se siete credenti, in alcune immagini dove viene predicata la venuta del Messia Salvatore, per la popolazione locale, che moltiplicherà pani e pesci per tutti, mi si sono arricciate le budella. Si potrebbe perdere la speranza.
Sinceramente a chi gioca al SoftAir, tutta la mia compassione, spero che riescano magari a coronare il loro sogno di poter giocare dinamicamente per davvero sulle rive del Lago Vittoria con le palline di piombo colorate di giallo verde rosso e di blu. Non di grigio, le palline di piombo grigio non sporcano, non sporcano.
Non mangio più pesce persico africano.
...strano ma vero: sono alcuni giorni che ho nella testa di scrivere questo post e la Rai che cosa propone domenica 18 agosto su Rai5 in prima serata? 

venerdì 2 agosto 2013

Il mercato del lavoro e i suoi conflitti

Venerdi' 2 Agosto, sono le 3.05 di mattina,
mi ritrovo qui davanti al computer a scrivere una mail che non so ancora a chi spedirò e se mai la spedirò, ma con la necessità di scrivere i miei pensieri e le mie emozioni.La mia vita sta cambiando, perchè dopo 23 anni passati nella routine di alzarsi al mattino, prepararsi ed andare al lavoro, aspettare il week end per rilassarsi, tra poco tempo tutto questo svanirà. Si tratta di alienazione da lavoro dipendente o di liberazione da ciò?
A volte ho pensato: "come sarebbe stato bello alzarsi al mattino, avere la tranquillità di non dover fare tutto di corsa, non sgridare i bambini perchè, per quel loro senso di lentezza naturale che hanno nel fare ciò che non gli piace, si è in ritardo". Tutto questo tra poco sarà possibile.
Eppure qualcosa mi mancherà, lo sento. Qualcosa manca per far quadrare il cerchio. 
Nella mia vita nessuno mi ha mai regalato ciò che ho conquistato, il tutto è sempre stato frutto di fatica, determinazione, vittoria sui momenti di sconforto e a volte anche un pizzico di pazzia. Ho sempre affrontato le sfide cercando di metterci il 100% di me stessa in tutto cio’ che facevo, da quelle piu’ semplici a quelle piu’ impegnative, ma questo non è bastato in una logica di mercato dove l’unico obbiettivo è il profitto.
“E adesso cosa farò?” Mi ritrovo a chiedermi alle 3.00 del mattino. Forse sarà un’altra grande sfida da affrontare e sicuramente quando il sole illuminerà di nuovo il cielo e le stelle andranno a dormire una risposta nascerà……cosi’ come è sempre stato e come sempre sarà.
Buona fortuna a tutti quelli che ho incontrato sul mio cammino.

Selina

lunedì 29 luglio 2013

I consigli di Paolo Crepet

Cinque consigli per i genitori

Credete nei vostri figli, sopratutto quando meno se lo meritano.

Se avete una buona opinione dei vostri figli, non aiutateli. Se la caveranno da soli.

Pretendere di educare oberati dai sensi di colpa è come voler spegnere
un incendio con una tanica di benzina.

Inorgoglite il loro talento, insuperbite la loro volontà: 
vi ringrazieranno quando sarete vecchi.

Investire sui figli non significa dare loro denaro, ma metterli
in condizione di seguire le loro passioni.



Cinque consigli per i giovani

Credete  più nella libertà che nel denaro. Il denaro da solo non rende autonomi.

L'università e il lavoro dei vostri sogni non li troverete mai sotto casa.

Riempite lo schermo del computer con le vostre idee,
non con quelle degli altri.

La diversità non è mai una scelta professionale né un mestiere, ma un auspicio.

La vita non è adesso, ma adesso dovete costruire il vostro futuro.


epilogo del  libro di Paolo Crepet
 L'autorità perduta, il coraggio che i figli ci chiedono
 Einaudi, stile libero extra 2011



martedì 23 luglio 2013

Esseri umani come me

Sono oramai 4 giorni che sono senza telefono cellulare, ho dimenticato di estrarlo dalla tasca della tutta blu dell'officina ed è finito in lavatrice. Non funziona più. Quattro giorni senza il telefono cellulare, pare incredibile  ma è successo. Sarà successo a tutti di essere nelle condizioni di cambiare telefono, con le offerte sempre più al ribasso delle compagnie telefoniche per accaparrarsi clienti, sempre allettanti, ultimi modelli touch screen, si è sempre più intenzionati a farlo.  Sono in difficoltà, ora che ho letto il "trittico sulla disumanità" - Niente, come si vive quando manca tutto, antropologia della povertà estrema   -  Bambini perduti,  quando i piccoli non hanno bisogno dei grandi: storie della parte migliore del genere umano   -  e l'ultimo  -Eliminazioni di massa, tattiche di controgenocidio -  di Alberto Salza,  sono turbato sull'acquisto di un nuovo telefonino. 

In Congo è in atto un genocidio undici milioni di morti,  le vittime sono soprattutto donne, civili Tutsi. Le donne subiscono lo stupro etnico di guerra perpetrato dagli Hutu, i bambini in Congo non vanno a scuola, vanno in miniera o a fare il bambino soldato, in Congo si estrae Coltan, columbite-tantalite per il nostro consumismo. Per il nostro intrattenimento. Ogni volta che premerò nuovamente sui tasti del mio prossimo telefono non potro' fare a meno di pensare, che ogni digitazione è una una goccia di sperma che viene introdotto con violenza  nella vulva di donne e bambine innocenti, è un macete che taglia crani a uomini, esseri umani come me,  ma senza telefono.

Alberto Salza sottolinea e suggerisce un principio etico minimo contro le eliminazioni  di massa :
 non avremo mai un mondo nobile attraverso mezzi ignobili.