Visualizzazione post con etichetta scuola. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta scuola. Mostra tutti i post

venerdì 12 gennaio 2018

Homo Faber Fortunae Suae, dipende.




Carlo Magnaghi 20/01/74, sposato, papà di due figli.

Milite assolto con servizio civile in quanto obbiettore di coscienza.

Diploma scuola professionale, attualmente impiegato come Operaio Metalmeccanico tornitore  dal  1990

Medaglia d’oro AVIS,  quando riesco faccio il randonneur in bici.

Le persone si considerano per ciò che fanno non per ciò che dicono.

Sono il frutto di quello che la società aveva bisogno nel periodo della mia formazione scolastica (caratterizzata da crescita economica  e costante disponibilità energetica, anni ‘80), ed essendo dislessico, ho mantenuto fede alle mie valutazioni scolastiche finali: è intelligente ma non si applica.
Un metalmeccanico  dunque il mio ruolo  nella società, pragmaticamente orgoglioso,  questa professione mi ha permesso uno stipendio costante, assolvere l’onere da contribuente pagando le tasse e  con i  risparmi economici poi,  viaggiare per il mondo, fare un a famiglia, estinguere  un mutuo.

Determinato e deciso , in meno di 4 anni durante i weekend,  insieme alla mia famiglia ho costruito la casa dove abitiamo in “classe energetica A”,   dallo scavo ai serramenti, dal progetto con scelte orientate al risparmio energetico alle procedure burocratiche. Fotovoltaico sul tetto compreso.

In qualche modo, coltivo un orto domestico.

Tutto è interdipendente,  connesso, ed affermare di essere indipendente ed autonomo sarebbe paradossale, probabilmente falso, come affermare  “pensare con la propria testa”, non considerando il proprio vissuto: scuola esperienze letture e/o persone frequentate, a partire da mia moglie,  formano il carattere e  lasciano un segno. Se non ci fossero stati i libri di Luca Mercalli  ad esempio, probabilmente non sarei neppure qui a scrivere.

Diversi miei biopensieri  del mio elettro-diario  
un metalmeccanico in rete  http://carlettom.blogspot.it
sono stati pubblicati gratuitamente nel quotidiano online per le PMI http://carlettom.blogspot.it/2013/04/wwwbtboresettecom.html 


Dopo la lettura del Rapporto sui limiti dello Sviluppo , è cambiato il mio modo di pensare ed agire.

Necessario un cambio di paradigma culturale,  dal Business As Usual  (BAU) verso un’economia circolare e sostenibile.  La transizione dai combustibili fossili, le problematiche legate all’aumento della popolazione e conseguente pressione sull’ ecosistema non illimitato,   le risorse,  necessarie per l’uomo (comprese quelle superflue), che preleviamo dall’ecosistema, trasformiamo e utilizziamo consumando molta energia, producendo infine rifiuti solidi e gassosi  che reimmettiamo nell’ambiente degradandolo. Entropia. 
  Tutti concetti e definizioni che han modificato il mio essere e fare.




Ho organizzato e moderato presentazioni libri a titolo gratuito con alcuni  autori,  l’antropologo A. Salza

e il giornalista ambientale A. Bertaglio.

In ultimo con l’Associazione di promozione sociale Asterisco, di cui sono membro, auspico di organizzare per il prossimo maggio in biblioteche disponibili (sempre senza conflitti d’interesse),    la presentazione de libro Picco per capre     di J. Simonetta e L. Pardi

Ho aderito alla campagna TerrAmiamo promossa dal Comitato DNT per contrastare prospezione ricerca e coltivazione idrocarburi nel progetto denominato Cascina Alberto




         Meetup:





Candidato consigliere comunale lista m5s Oleggio 2014

Chi afferma di non aver avuto attriti o dissensi all’interno del proprio  meetup di riferimento probabilmente mente.

L’unità di sopravvivenza dell’umanità non è l’individuo e nemmeno la famiglia mononucleare che domina l’organizzazione sociale nei paesi sviluppati; bensì un gruppo. E questo pone una serie di problemi difficili per gente come noi, abituata a vivere da sola e a essere indipendente. L’indipendenza individuale è stata un regalo dei combustibili fossili; è stato bello, ma sta finendo e bisognerà organizzarsi. (cit. Picco per capre Simonetta-Pardi)

Dove ci sono molte persone che si confrontano portando il proprio essere,  proponendo i propri pensieri, è inevitabile qualche attrito. Questi attriti sono limitati però dall’idea di cambiamento che tutti hanno in comune ma che tutti hanno diverso uno dall’altro, per via della prospettiva individuale,  come sono appunto diverse le persone. Deve nascere per forza un compromesso. Nasce il m5s di Oleggio   dove collaboro, con alcuni limiti di tempo, con il Cittadino Consigliere di minoranza m5s Stefano Riva,  nel redigere interpellanze e mozioni.
Per esempio la mozione rifiuti-zero,  la mozione per il contrasto alle ludo-patie, o la mozione sulla precauzione per la distribuzione ubiquitaria del wifi ( un “lucido” chiarimento più avanti); da quest’ultima  si è arrivati ad un’altra mozione per promuovere l’utilizzo consapevole delle tecnologie smart da parte dei bambini.   E’ stato istituito un tavolo tecnico comunale per  realizzare la campagna d'informazione rivolta ai giovani.

Osservatore durante le votazioni referendarie 4/12/2016  Comune Mezzomerico

Rapporto con il denaro: l’attività nel Meetup oleggese al fianco di  Stefano Riva, mi ha fatto comprendere la quantità lavorativa necessaria ed i limiti  nel fare politica locale,  nel senso che l’impegno è enorme come fosse un secondo lavoro e non remunerato, cosa diametralmente opposta del fare politica a più alti livelli. Fermamente condivisibili  i tagli allo stipendio del M5s, ma non posso permettermi di fare politica dopo una giornata in officina, manco in lucidità, è come fosse un secondo  lavoro, sottrarrei tempo prezioso alla  famiglia, questione di limiti. La mancanza di lucidità (capita a tutti) può far scivolare nell’ideologico, e questa caratteristica in politica non va bene facilissimo commettere errori di valutazione, un po’ come pretendere di fare il tornitore senza un metodo inventandosi il mestiere, seguendo una ideologia. La Meccanica non è una opinione, così chi ricopre ruoli politici e istituzionali dovrebbe fare un corso scientifico, almeno l’ABC di come funziona il criterio, la prassi su come si  ottiene un’analisi scientifica, capire come funziona, aiuterebbe nelle scelte e  tante altre cose, evitare baggianate, si incrementerebbe la fiducia nella Scienza. Un valore aggiunto per comprendere e risolvere i propri errori.
 Credo di poter svolgere una professione alla volta, o il metalmeccanico o il politico, ho una famiglia da mantenere.


Non sono in grado di dire cosa riuscirò a fare o ad essere, non si finisce mai di imparare, o se riuscirò a sopportare stress mediatici. E’ Tutto molto complesso ed intricato, di difficile spiegazione e soluzione, senza energia non si fa nulla,  il picco dell’energia si porta dietro il picco di tutto il resto, il  Secondo principio della Termodinamica non è opinabile, per tanto, l’espansione economica  attuale è antieconomica, i costi marginali superano i benefici marginali, spiegarlo in parole semplici molto difficile. Promuovo letture a tema di chi è competente per lo specifico argomento.

Quello che conosco sul picco de petrolio, da  I limiti dello sviluppo,  attraverso ASPO, le letture scientifiche a carattere ambientale, le problematiche derivanti dai mutamenti climatici descritte con il rapporto IPCC, le conferenze scientifico-divulgative e i libri di Luca Mercalli,  sono arrivato a redigere proposta di legge Clima Bene Comune,


per promuovere resilienza  consapevolezza ed adattamento  ambientale: rendere materia di studio  scolastica  i concetti scientifici dell’ IPCC (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico,  Agenzia ONU che dal 1988 si occupa del cambiamento climatico e delle proposte di mitigazione)https://it.wikipedia.org/wiki/Gruppo_intergovernativo_sul_cambiamento_climatico

Con determinazione e  senza indugio, dopo consultazione con esito positivo per la proposta di legge con i  Meetup di Oleggio e Bellinzago Novarese, ho  sottoposto la proposta di legge Clima bene comune al  Cittadino G. Paolo Andrissi  Consigliere M5S Regione Piemonte, per una possibile attuazione regionale: i temi da me proposti sono di competenza nazionale.

Invio dunque  proposta di legge a tutti  i Cittadini parlamentari deputati alla Camera e Senato eletti con il M5S ed ho trovato  gentilissima risposta per primo nel Cittadino Alessio Villarosa, (al tempo credo portavoce alla Camera), il quale mi invita ad inoltrare proposta di legge alla Commissione Ambiente  attraverso il portavoce Massimo DeRosa. Scambio epistolare anche con il portavoce Commissione Scuola G.Luca Vacca.

La proposta di legge a prima firma Massimo DeRosa  viene argomentata sul LEX del movimento 5stelle.

L’iter da seguire è complesso e laborioso, l’ultima missiva è semplice: la proposta di legge ha dei problemi di compatibilità con l’ordinamento normativo vigente. Trasformata in  risoluzione in commissione cultura in attesa del decreto del ministro dell’ambiente in relazione all’istituzione dell’ora di educazione ambientale.  Sarà inserito il tema anche in una mozione per il contrasto al cambiamento climatico.
http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=1/00941&ramo=CAMERA&leg=17


Non sono un tecnico, non sono laureato, sono il perfetto “incompetente” a confronto dei professionisti della politica,  ma penso di conoscere ciò che scrivo e argomento, la proposta di legge Clima Bene Comune la porterò avanti, se mi sarà possibile, perché no? Proporre gli stessi riferimenti scientifici che sono alla base del Programma Energetico M5s come  studio per le scuole di ogni ordine e grado.

Credo che la politica debba essere legata all’onestà intellettuale in un ambiente laico, democratico con approccio rigorosamente ed esclusivamente scientifico. Se sono qui a candidarmi è una opportunità che solo il m5s poteva concedermi.


Col fine di evitare danno d’immagine a terzi è mia premura precisare che le persone fisiche, associazioni, comitati, quotidiani on-line editori ed autori menzionati  in questo curriculum e/o nel blog “Un metalmeccanico in rete” sono da considerare totalmente estranee al M5S e non è possibile qualsivoglia correlazione e/o implicazione/affinità politica con il M5S.




 La realtà è sempre molto più complessa di come la possiamo percepire.

mercoledì 8 ottobre 2014

Bozza proposta di legge - Clima Bene Comune - scuola e antropocene

Proposta di legge
scuola e antropocene
CLIMA BENE COMUNE

Relazione illustrativa:
Sulla base degli elaborati dell’IPCC ( Intergovernmental panel of Climate Change) le tre sezioni presentate, sul Quinto Rapporto di Valutazione sui Cambiamenti Climatici rispettivamente dedicate a:
1 fondamentali fisici
2 impatti, adattamento e vulnerabilità
3 mitigazione

sono il frutto della verifica e moderazione dei più recenti studi scientifici, a tutt’oggi costituiscono quanto di più completo aggiornato e affidabile possa esprimere la comunità scientifica internazionale su questi temi cruciali per l’umanità, che confermano le preoccupazioni per il futuro climatico e ambientale del pianeta.
Il riscaldamento atmosferico è inequivocabile ed esteso a tutto il pianeta, gli oceani si sono riscaldati, la deglaciazione prosegue in tutto il mondo e i livelli oceanici di conseguenza sono cresciuti, oltre ad aver assorbito circa il 30% di CO2 acidificandosi, la concentrazione di gas serra, principalmente biossido di carbonio (+ 40% dell’era preindustriale, 400 ppmv), metano e protossido di azoto, è ai massimi livelli da almeno 800.000 anni: alla luce di tutti questi dati a confronto è <<estremamente probabile>> che l’attività umana sia la causa dominante del riscaldamento osservato da metà secolo (forzante radiativo antropogenico circa +2.29 W/m2 nel 2011 rispetto al 1750), trascurabile invece il contributo dell’attività solare (solo +0.05 W/m2)
Entro la fine del XXI secolo è previsto un riscaldamento di 0.3 – 4.8 °C, ondate di caldo più frequenti e prolungate, ondate di freddo più rare, cambiamenti irregolari nel ciclo dell’acqua, scomparsa estiva della banchisa artica probabilmente dopo metà secolo, riduzione del volume dei ghiacciai globali da 15-55% (scenario migliore) a 35-85% (scenario peggiore), aumento dei livelli marini probabilmente tra 26 e 82 cm, oltre ai 19 già osservati.
I cambiamenti climatici sono già tra noi e l’efficacia delle azioni di mitigazione e adattamento attraverso strategie sia individuali, sia collettive e governative messe in atto in questi anni, saranno cruciali nel determinare il livello di esposizione dell’umanità ai rischi derivanti dai cambiamenti climatici nel XXI secolo.
Per avere elevate probabilità di limitare a 2°C il riscaldamento entro il 2100, la concentrazione di CO2 nell’atmosfera dovrebbe stabilizzarsi entro 450ppmv, attraverso drastiche riduzioni delle emissioni globali del 40-70% nel 2050 rispetto 2010. Ogni ritardo nell'attuazione di tali politiche renderà gli effetti benefici per l’ambiente e l’umanità più tardivi e marginali, mentre i costi finali cresceranno e i guasti potranno divenire irreversibili e difficilmente gestibili in termini di adattamento. Un nuovo studio del Joint Research Centre della Commissione Europea (Climate Impacts in Europe. The JCR Peseta II Project) indica che in assenza di azioni contro i cambiamenti climatici, sono da attendersi entro questo secolo perdite economiche per 190 miliardi di Euro in Europa a causa di maggiori eventi meteo estremi, crisi nei raccolti agricoli, incendi boschivi, erosioni costiere, alluvioni ed emergenze sanitarie (htpp://peseta.jrc.ec.uuropa.eu/ htpp://publications.jrc.ec.europa.eu)

L’IPCC nel 2007 è stato insignito con il Premio Nobel per la Pace, e Il Quinto Rapporto di Valutazione sui Cambiamenti Climatici IPCC, condiviso e sottoscritto all’umanità da 195 stati nel mondo, è un documento straordinario oltre che di elevatissima importanza per la diffusione della conoscenza scientifica a livello mondiale, per lo studio degli effetti antropogenici e le sue ripercussioni, visto e considerato la crescita della popolazione mondiale in un pianeta finito e della conseguente pressione per l’approvvigionamento delle materie prime che non sono illimitate, oltre all’aumento della domanda del fabbisogno energetico, è opinione condivisa , che la cosa più preziosa di cui disponiamo è l’ambiente naturale in cui viviamo e che è unico e anch’esso limitato, dunque è compito, di uno Stato democratico, facilitare la diffusione del sapere scientifico attuale, oltre a stimolare la consapevolezza della limitatezza delle risorse non rinnovabili e la condivisione di queste ultime col fine primario di scongiurare conflitti armati per la suddivisione delle risorse.
L'IPCC, organismo internazionale istituito nel 1988 per far luce sul sapere scientifico sui cambiamenti climatici, è la più autorevole fonte internazionale sulla scienza del clima. I rapporti dell'IPCC sintetizzano la più accreditata letteratura scientifica- peer reviewed- cioè letteralmente valutata anonimamente da esperti “alla pari”- sul tema, e sono approvati dai governi. L'unicità dell'IPCC è data proprio dalla natura scientifica e intergovernativa del Panel: approvando i rapporti dell'IPCC, i governi infatti ne riconoscono l'autorevolezza scientifica, e offrono ai decisori un'informazione scientifica rigorosa ed equilibrata. I rapporti di valutazione sui cambiamenti climatici sono prodotti ad intervalli regolari- ogni sei anni; ad essi saltuariamente vengono affiancati rapporti speciali e metodologici. Ogni rapporto di valutazione si compone in realtà di tre rapporti specifici, prodotti da tre distinti gruppi di lavoro, e da un rapporto di sintesi. Il primo gruppo di lavoro produce il rapporto sulla scienza fisica del clima (WGI – The Physical Science Basis); il secondo rapporto sugli impatti, la vulnerabilità e ladattamento (WGII – Impacts, Adaptation and Vulnerability); il terzo, infine il rapporto sulla mitigazione del cambiamento climatico (WGIII – Mitigation of climate change).

visto il Quinto Rapporto di Valutazione AR5 http://www.ipcc.ch/
vista la Convenzione Quadro sul Cambiamento Cliamtico UNFCCC, United Nations Framework Convention on Climate Change
vista l'Agenda 21 ed il Millennium Development Golas
visto il Protocollo di Kyoto
visto l'OECD Environmental Outlook to 2050, The Consequences of Inaction, rapporto preparato con la collaborazione dell'Agenzia per la Valutazione dell'ambiente olandese, PBL 
visto l'UNEP, United Nations Environment Programme
visto WITCH, World Induced Technical Change Hibryd Model, modello di valutazione integrata disegnato per valutare gli impatti delle politiche climatiche sui sistemi economici, e per capire le risposte ottimali dei sistemi economici ai cambiamenti del clima.
visto EEA Techincal report. No 13/2007 Climate Change: the cost of inaction and the cost of adaptation
visto UN-REDD Reduction of Emission from Deforestation and Forest Degradation www.un-redd.org
vista la Dichiarazione di Torino

( citazioni tratte da SMI Società Meteorologica Italiana Nimbus e - CLIMA BENE COMUNE - di Luca Mercalli e Alessandra Goria)


Citazione delle pagg 123 124 del recentissimo testo scolastico edito nel Marzo 2014 da Scienze Zanichelli – La fisica dei cambiamenti climatici- di Claudio Romeni –

Per una cittadinanza responsabile:
(…) L'umanità deve pertanto fronteggiare i cambiamenti climatici mettendo in atto strategie di mitigazione, attraverso azioni che riducano le emissioni di gas serra nell'atmosfera, e strategie di adattamento alle conseguenze ambientali derivanti da tali cambiamenti.
La comunità scientifica chiamata a fornire indicazioni relative all'impatto antropogenico sul clima e ai rischi che questo comporta a livello ambientale. A partire da questa attività di valutazione del rischio, alla scienza spetta il compito di individuare le scelte possibili in termini sia di mitigazione sia di adattamento. Tuttavia la gestione del rischio è un'attività che attiene anche alla sfera politica e che coinvolge l'intera collettività nel decidere quali opzioni perseguire. In particolare, ogni azione di mitigazione comporta scelte economiche che ridefiniscono l'impiego dei combustibili fossili e l'uso del territorio. Ciò rappresenta il principale ostacolo alla messa a punto di scelte condivise tra le varie nazioni.
Pur essendo le principali responsabili dell'attuale livello di emissioni, le nazioni più sviluppate si oppongono a una riconversione, ritenuta eccessivamente onerosa, verso modelli economici basati sul progressivo abbandono dei combustibili fossili a favore di tecnologie aventi maggiore sostenibilità ambientale. Dal canto loro, le nazioni in via di sviluppo considerano la disponibilità di energia a basso costo derivata dei combustibili fossili, in particolare il carbone, uno dei fattori necessari per assicurare un benessere crescente alle loro popolazioni.
In realtà, da entrambi i punti di vista si compie un grave errore di prospettiva: il costo ambientale derivante dall'utilizzo dei combustibili fossili verrà pagato da tutti, indipendentemente dal godere o meno dei benefici temporanei che esso arreca.
La spinta convergente di nazioni come Stati Uniti e il Canada da un lato e al Cina dall'altro ha portato al sostanziale fallimento del <<Protocollo di Kyoto>> , il cui scopo era quello di promuovere una mitigazione a livello mondiale delle emissioni di gas serra.
Comprendere natura e origine dei cambiamenti climatici, valutare i rischi che essi comportano, contribuire a operare scelte di mitigazione e adattamento: solo lunga questa traiettoria si può sviluppare una cittadinanza responsabile in una Unione Europea che si distingua nello scenario internazionale per un'azione politica volta al contenimento delle emissioni. <<La vita ha modellato il clima terrestre. Il genere umano è stato solo la specie più recente a farlo>>, dice il meteorologo del MIT Emanuel Kerry. Oggi le conoscenze scientifiche ci consentono di essere la prima scpecie in grado di farlo in modo consapevole e sempre più rispettoso delle prossime generazioni che abiteranno il pianeta Terra.

Oggetto della legge
I risultati e le informazione contenute nel Quinto Rapporto di Valutazione sui Cambiamenti Climatici, (oltre che gli aggiornamenti a venire) siano considerati materia di studio scolastico obbligatorio a tutti i livelli e gradi di istruzione, a cominciare dalle prime classi della scuola primaria, col fine di stimolare la comprensione dei cambiamenti climatici di origine antropogenica in atto, per promuovere consapevolezza e resilienza, per meglio poi attuare le strategie per la mitigazione degli effetti a lungo termine.

Art.1 

(Insegnamento quinto rapporto IPCC)

  1. A decorrere dall’anno scolastico 2015/2016, l’insegnamento delle informazioni contenute nel Quinto Rapporto di Valutazione sui Cambiamenti Climatici (IPCC) sono inserite come materia di studio obbligatoria nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle modalità seguenti:
    1. scuola primaria: terzo, quarto e quinto anno;
    2. scuola secondaria di primo grado: il primo, secondo e terzo anno;
    3. scuola secondaria di secondo grado: per tutti e cinque gli anni
  2. L’insegnamento del Quinto Rapporto IPCC per l’acquisizione delle conoscenze e delle competenze relative ai fondamentali fisici, impatti, adattamento e vulnerabilità, mitigazione dei Cambiamenti Climatici in atto, comprendendo percorsi didattici, iniziative e incontri formativo-esperienziali finalizzati a informare e suscitare riflessioni in merito all'urgenza di agire. In particolare, per quanto riguarda il programma di studio dell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado, di cui al comma 1 lettera c), esso dovrà svolgersi per indirizzare ed incentivare la ricerca scientifica in merito.
    Art.2 
    (Norme di attuazione).
  1. Il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca provvede, con propri decreti, ad aggiornare e adeguare i piani di studio relativi all’acquisizione delle conoscenze e delle competenze relative al Quinto Rapporto IPCC e relativi aggiornamenti futuri al fine di inserire in essi l’insegnamento dei mutamenti climatici e le loro conseguenze.
  2. Le regioni e le province autonome con competenza legislativa riguardo ai sistemi educativi delle comunità linguistiche riconosciute, daranno attuazione alla presente legge nel rispetto dei principi di cui all’articolo 6 della Costituzione.

Art. 3.

(Clausola di invarianza finanziaria).

  1. Dall’attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.








lunedì 5 maggio 2014

Dislessia e (dis)informazione

Vai Demone Bianco!!


Dott. Vittorio Zucconi
Radio Capital
Via Cristoforo Colombo 90
00147 Roma
Egr. Dott. Zucconi,
Sono Giacomo Cutrera, Vicepresidente dell'AID (Associazione Italiana Dislessia) e le scrivo a nome del nostro Consiglio Direttivo in merito a quanto avvenuto nella puntata del Geco del 4/4/2014 condotta da Mario de Santis e Benny.
Io sono prima di tutto un ragazzo dislessico e devo dirle che l'esperienza che viviamo tutti i giorni nell'ambito scolastico è difficile e viene resa ancora più complessa in relazione all’ignoranza e all'arretratezza culturale che ruota attorno al tema della dislessia e dei disturbi specifici dell'apprendimento.
Nella vostra trasmissione radiofonica il tema della dislessia è stato trattato casualmente, in relazione ad una telefonata ricevuta da un preside (l'argomento della puntata non era la dislessia, ma la figura del docente riconosciuta come pubblico ufficiale).
Durante questa telefonata il preside ha parlato delle difficoltà che i docenti incontrano nel relazionarsi con i genitori e citava un caso in cui vi era stata una discussione.
La discussione citata riguardava l'attuazione delle misure dispensative perviste dalla legge 170 del 2010 "Nuove norme in materia di dislessia e DSA nell'ambito scolastico".
Intuisco dal tono che il preside non intendesse mettere in discussione quanto previsto per legge, ma semplicemente lamentare le difficoltà nell'approccio e nel dialogo spesso acceso che vi è con alcuni genitori.
Purtroppo però la gestione della puntata ha causato un'evoluzione del discorso che ha portato a una serie di fraintendimenti e ad affermazioni gravi ai quali reputo che sia comunque giusto e doveroso controbattere, a vantaggio di una corretta informazione.
Durante la trasmissione lo conduttore è rimasto sorpreso dall'esistenza delle misure dispensative previste per le persone con DSA e si intuiva chiaramente che tale argomento gli era completamente sconosciuto.
Di ciò abbiamo trovato ulteriore prova dal fatto che la dislessia sia stata accostata ad altre tematiche completamente avulse dal mondo dei DSA, come ad esempio il tema dei falsi invalidi o di chi ruba il posto auto ai portatori di handicap.
Questo fraintendimento ha portato ad espressioni di disprezzo nei confronti delle persone dislessiche, che sono ben riassunte dalla grave affermazione del conduttore, che spera che siano la vita e il mondo del lavoro a punire queste persone.
É ovvio e tutti abbiamo intuito che non era intenzione di nessuno quella di offendere o aggredire gli studenti dislessici, ma mi sento in dovere di richiamare ad una grande responsabilità.
La vostra radio, come tutti gli strumenti di informazione, ha un grande potere, che è quello di fare informazione, ma quando questa informazione è confusionaria o scorretta allora essa diviene disinformazione.
Da anni come associazione ci battiamo contro la disinformazione in merito al tema della dislessia e ci rendiamo conto di quanto sia facile passare informazioni sbagliate.
Così come il buio in una stanza può essere sconfitto solo da una luce accesa, allo stesso modo la disinformazione può essere debellata solo con una corretta informazione: è per questo motivo che Le chiedo di unirsi a noi in questa battaglia e di permetterci di fornire, mediante il suo canale radiofonico, un'informazione che sia limpida e corretta in merito a questo delicato tema.
Cordiali saluti
Giacomo Cutrera
Dislessico adulto (26 anni) Ingegnere informatico e Vicepresidente AID
Bologna, 23 aprile 2014

domenica 10 novembre 2013

Collaboriamo?

Genitori, docenti, dirigenti scolastici, personale ATA, dipendenti comunali: collaboriamo? 

Certamente,  voglio evidenziare nuovamente la reale opportunità di approfondire il tema del risparmio energetico a scuola.  Tema che mi sta molto a cuore perché il risparmio energetico sarà una, tra le tante, delle principali strategie per mitigare gli effetti dei mutamenti climatici che già si manifestano palesemente anche sul  territorio italiano.  Forse Diecimila morti per il passaggio del tifone Haiyan, ma finchè è a migliaia di chilometri.... a casa nostra si sta al calduccio. vero?
 Prima le nuove generazioni  parteciperanno attivamente e consapevolmente alle tematiche ambientali meglio sarà per tutti, perché è del loro futuro che si sta parlando.

E’ tutto molto chiaro qui   www.cev-progettalenergia.enea.it
Per supportare l’idea di quanto è possibile fare con poco impegno, lo si può leggere qui nell’articolo del giornale Genova24.it         http://www.genova24.it/2013/05/progetta-lenergia-il-tg-della-scuola-secondaria-di-pegli-vince-il-concorso-nazionale-50844/
La Commissione Europea, in occasione della Settimana Europea dell’Energia, ha lanciato il Patto dei Sindaci, con lo scopo di coinvolgere le comunità locali ad impegnarsi in iniziative per ridurre del 20% le emissioni CO2, aumentare del 20% il livello di efficienza energetica e aumentare l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabili attraverso l’attuazione di un Piano d’Azione che preveda tempi di realizzazione, risorse umane dedicate, monitoraggio, informazione ed educazione.
 Uno tra i tanti obbiettivi specifici della campagna Energia sostenibile per l’Europa sono assicurare un alto livello di sensibilizzazione, comprensione e sostegno dell’opinione pubblica .

Per questi motivi, credo validissimo possa essere, il supporto per le scuole che i comuni  potrebbero e dovrebbero fornire sotto il profilo della formazione nonché  la fornitura di elementi utili al fine di elaborare il progetto promosso dal MIUR, consorzio CEV e Patto dei Sindaci. www.cev-progettalenergia.enea.it

Spero che tra i lettori ci sia qualche dirigente, docente e/o genitore, (in molti siamo genitori), lungimirante che con intelligenza possa informarsi e applicarsi.

Anche se le scuole non  dovessero aderire al bando di concorso, con in palio fino a 3000 euro al primo classificato, la possibilità e le esperienze che maturerebbero negli alunni perchè negarle?

Chiunque dovesse avere dei dubbi per quanto sto riportando, prego cortesemente di leggere il V e ultimo rapporto dell’ IPCC  (Intergovernmental Panel on Climate Change)  e confutare quanto condividono gli scienziati nel mondo http://www.nimbus.it/articoli/2013/130927rapportoIPCC.htm

Importante , magari organizzata da qualche  Comitato Genitori in qualche aula video di qualche scuola, la visione del film documentario  Una scomoda verità  http://it.wikipedia.org/wiki/Una_scomoda_verit%C3%A0  di Al Gore , ex Vicepresidente deli Stati Uniti, che per gli impegni nella difesa dell’ambiente è stato insignito nel 2007 con il Nobel per la pace.

Purtroppo, come da mia esperienza diretta nel consiglio di istituto nella scuola di mia figlia, non interessa l'argomento, e la speranza di mitigare i mutamenti climatici, si disidrata al sole. Cinismo a parte, ma mi piacerebbe sapere se un tifone dovesse prendere forza nel Mediterraneo, e mietere 10.000 europei in poche ore, quanti si interesserebbero ai mutamenti climatici ed al risparmio energetico? Investire oggi nel risparmio energetico creerebbe posti di lavoro? Si potrebbe rilanciare l'economia italiana? Si, ma non ci sono soldi mi si può obbiettare. La risposta più semplice per gli scettici? Prevenire è meglio che curare, sono inimmaginabili i costi sociali ed ambientali dopo il passaggio di un tifone come Haiyan, non è opinabile.
Questione di intelligenza,  persone intelligenti ne incontro sempre meno.
http://www.autocostruzionesolare.it

Carlo Magnaghi


venerdì 6 settembre 2013

Tutti a scuola

Immanuel Kant

La redazione del quotidiano on-line BtB oresette mi sottopone un questionario:


1) E’ ancora valido il modello formativo dell’Italia?

2) Quale ruolo potrebbero avere gli Stati Generali dell’Università per ridiscutere il modello italiano?

3) Quali azioni di miglioramento possono compiere Rettori e Atenei per favorire il ricambio del modello formativo?

4) Quali semplici e pratiche decisioni potrebbero/dovrebbe prendere la politica nazionale per incoraggiare lo studio universitario? E la formazione post universitaria?

5) Quali sostegni (strutturali, sociali ed economici) sarebbero necessari per trasformare la ricerca accademica in innovazione per il territorio?

6) Come potrebbe essere strutturato l’apporto di energie economiche e didattiche private e internazionali a sostegno del settore formativo nazionale?

Sinceramente sono in "difficoltà" nel rispondere. Come sono solito sottolineare, specifico che sono stato istruito per svolgere  la funzione sociale da metalmeccanico, (ne ho fatto addirittura il titolo del mio blog!) quindi introdotto nel mondo lavorativo al più presto per poter anche contribuire, attraverso le tasse da lavoratore, al mantenimento della scuola pubblica. Posso scrivere solo per la  mia esperienza di vita: da un lato sono dispiaciuto se con le mie tasse si garantisce discreta istruzione fino a produrre menti eccellenti che purtroppo riescono a trovare lavoro piu' facilmente all'estero, dall'altro sono contento di potermi confrontare con coetanei, o persone poco più mature di me,  che  a volte  trovo cosi' sterili, e penso cinicamente tra me e me: beh, se all'università hanno avuto uno strappo di carta igienica in bagno è stato anche grazie alle mie tasse come lavoratore...

Oggi la scuola è di normalizzazione.

Oggi la scuola è in dematerializzazione, infatti, dal prossimo anno scolastico sarà introdotto il registro elettronico creando il panico tra gli italiani, che da sempre non sono pronti alle innovazioni. Sopratutto i genitori. Mi viene in mente il libro di Michel Serres "Non è un mondo per vecchi" (ne avevo già scritto in passato, Serres, ottuagenario, forse più conosciuto per il suo insegnamento presso la Stanford University, è un sostenitore del libero accesso alla conoscenza, in particolare di Wikipedia ).

Oggi insegnanti escono dal precariato a 64 anni, poco prima del pensionamento...

Oggi insegnare è forse più un'ambizione a trovare un posto di lavoro più che una vocazione, purtroppo la qualità si confronta con la competizione. Agli insegnanti poi che sono in continuo aggiornamento, quindi più preparati, non è riconosciuto il loro maggiore impegno.

Non ho ancora letto di Ivan Illich "descolarizzare la scocietà", anni 70, però mi sento meglio dopo aver visto l'ultimo film Disney "Moster university", anche Walt Disney era dislessico lo sapevate?

Credo fortemente che la scuola sia importante per contrastare l'ignoranza, non per promuovere chi "conosce" più nozioni. Giustamente come scriveva Eric Fromm, tutti dovremmo rifrequentare la scuola dai quarant'anni in poi, proprio per completare il percorso individuale di formazione, dopo le esperienze di vita vissuta, semplicemente si è più maturi.

Oggi manca l'etica a scuola, nel lavoro, nella politica, nella vita di tutti i giorni?

Credo anche che ci si dovrebbe soffermare di più a riflettere e dedicarsi all'insegnamento dell'etica; oggi questa parola suona un pochino obsoleta,  la parola a cui siamo assuefatti è "business as usual".

Il buon senso e l'etica, anche ai livelli più alti d’istruzione, non sempre la vince sul profitto: chissà se i piloti dei caccia bombardieri che stanno per decollare alla volta dei cieli siriani, utilizzeranno al meglio il loro più alto livello d’istruzione? Ingegneri che progettano strumenti di guerra, metalmeccanici specializzati che  li realizzano, piloti che volano e perseguono un obbiettivo escogitato da generali e approvato da capi di stato molto istruiti, chissà se si ricordano le più banali lezioni che si apprendono all'asilo? Non bisticciare, non litigare, condividere, sorridere, fare la pace, dai giochiamo tutti insieme che è meglio.
...
Non è che più ci si istruisce, più si perde di vista l'etica? No, è che è l'unico posto dove  la  si insegna e la si mette in pratica è la scuola materna, forse in rari casi anche alle scuole elementari.