mercoledì 4 dicembre 2013

La decrescita: una sfida per il futuro

Ieri  pomeriggio, 3 dicembre, presso il  Centro Congressi Ville Ponti a Varese, nella Sala Napoleonica, ho partecipato al convegno organizzato da KIWANIS Varese, Università dell'Insubria, ordine dei Consulenti del Lavoro di Varese e A.N.C.L. U.P. di Varese. Tema : la  Decrescita.
Dopo il saluto di apertura del presidente Kiwanis Varese Alfonso Carollo, si è entrati subito nel vivo del dibattito caratterizzato da un altissimo livello culturale, con un  ospite molto particolare, Serge Latouche, economista , filosofo e scrittore; Professore emerito presso la facoltà di Giurisprudenza, Economia e Management dell'Università di Jean Monnet di Parigi. Sono rarissime in Italia le occasioni dove poter ascoltare il Prof. Latouche. Come moderatore il Prof. G. Armocida dell'Università dell'Insubria. A presentare il Direttore dipartimento di Economia Università dell'Insubria M. Rocca  che ha introdotto  le relazioni di altri illustri ospiti, i  docenti L. Carbone, Unisalento Lecce, con moltissime citazioni letterarie, il sintetico ma efficacissimo profilo giuridico di  L.R. Perfetti dell'Università degli studi di Bari e  M. Spanò,  del dipartimento di economia dell'Università dell'Insubria. Pregevole e coinvolgente, oltremodo pragmatico, l'intervento del Prof. C. Bonvecchio che ci consiglia <...o decresciamo, o finiremo col fare la guerra!>

Serge Latouche, nella sua lectio magistralis  presenta in modo chiaro lo "slogan" della decrescita, l'unica  alternativa  al paradigma culturale che ci pervade ormai da troppi anni, l'ossimoro della crescita, che ci sta letteralmente rovinando. Sono 8  le "R"  che le politiche degli stati democratici dovrebbero avere come riferimento: Rivalutare, sopratutto i rapporti con la natura e non predarla come stiamo depredando;  Riconcettualizzare; Ristrutturare; Ridistribuire, sopratutto i redditi; Rilocalizzare, ritrovare cioè il senso di vivere localmente e non globalmente; Ridurre; Riutilizzare, uscire dalla mentalità dell'usa e getta; Riciclare.

Oltre il dibattito, nutrito di elementi importanti, sono emerse alcune considerazioni tra i relatori che mi hanno più colpito. <Purtroppo>, dice G. Amorcida,  <la mia  generazione, nata prima della metà del secolo scorso come quella del Prof. Latouche,   è stata si ricca e fortunata, piena di sogni e traguardi, ma oggi ci lascia delusi...> gli adulti di oggi sono assenti e le nuove generazioni, che dovrebbero imporre il loro paradigma culturale, imporsi generazionalmente sui padri,  sono per lo più molli ed assenti. Una rivoluzione culturale ci vorrebbe ma con quali ambizioni?, mi domando io, semplice metalmeccanico; in risposta alla mail che ho inviato per partecipare al convegno e durante la registrazione dell'evento, mi domandavano le gentilissime signore organizzatrici:  "lei è un dottore o un avvocato?", come se la decrescita possa solo interessare ed abbracciare un ambito culturale medio alto.  Quali ambizioni possono avere i giovani, me compreso, se il futuro si prospetta sempre più nero?, più che un travaso di bile e tirare fuori la grinta, come chiedeva il colto Prof. C. Bonvecchio,  mi si stringe lo stomaco. Sono preoccupato nello scoprire che negli ultimi cinquant'anni si sono combinati i disastri più devastanti che il genere umano possa aver mai commesso, compromettendo quasi irrimediabilmente il futuro di tutti, secondo le previsioni di molti studiosi. Cosa dico ai miei figli di dieci e quattro anni: <dobbiamo decrescere, cari bimbi,  il genere umano  è andato fuori  giri!> va bene!  sintetizzando: mi  sono costruisco la casa da solo, coibentandola al massimo, mi riscaldo  con una efficiente stufa ad accumulo termico a legna, ho installato il fotovoltaico,  faccio acquisti equo e solidali e la raccolta differenziata spinta,
coltivo l'orto e non guardo la TV, ma questo non contrasta il "potere invisibile" dei banchieri senza scrupoli perchè ancora troppo   poche le persone che  sono diventate resilienti come me.
I  pensionati sono abbronzati, e i giovani senza lavoro sono incazzati e frustrati: se devono fare una nuova rivoluzione culturale devono chiedere gli spiccioli ai propri genitori, oltre  la ricarica del videofonino che li sta rincitrullendo come la televisione ha rincitrullito negli anni ottanta i genitori. La storia che si ripete. Cosi' non si va lontano, anche perchè è la decrescita che dice di mettere l'intelletto davanti allo stomaco, e allora propongo " non, armiamoci e partiamo" ma, acculturiamoci ed accontentiamoci che la vita è una sola! Indipendentemente dalla funzione sociale che ognuno di noi svolge nella società in cui vive. Purtroppo  il modello imposto della crescita illimitata piace alla massa e differenzia le persone; tra metalmeccanici ed avvocati non vi è alcuna differenza? o si?  l'Uomo non possiede gli anticorpi per le stronzate pubblicitarie, solo attraverso la cultura si potrebbe cambiare strada, o attraverso una rivoluzione, ma quale? se alla massa comunque piace il bunga bunga, piace solo ai metalmeccanici o anche ai dottori?
 Nulla è permanente dice il Dalai Lama, dove c'è un inizio c'è anche una fine, anche il genere umano cesserà di esistere un giorno. Un giorno, anche io  sarò lungo e disteso e secco, come le mummie egizie che ho visto la scorsa estate al Museo Egizio di Torino. La  morte crea differenza tra operai e laureati?
Cerchiamo di vivere intensamente la vita in modo sobrio, quindi,  in modo intelligente, imparando dagli errori di tutti, cercando di essere il cambiamento che vorremmo, incoraggiando la regola d'oro del Kiwanis : " fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te!"  , ricordando le 8 "R" della decrescita di Serge Latouche.
 Siamo tutti essere umani che ambiscono alla felicità, ma  questa felicità, non è in relazione alla funzione sociale. Operai, studenti ed avvocati decresciamo tutti, saremo sicuramente più felici!

carlo magnaghi

domenica 24 novembre 2013

Guardare una donna e non vederla

Papà, ma dov'è la mamma?
Se ne è andata!
Ma poi torna? Non è vero? Papà?
...

Quando guardiamo una donna, proviamo a pensare che molto probabilmente ha sofferto e pianto nella sua vita; domandiamoci allora chi  ha asciugato le sue lacrime, quelle dentro, quelle che non si vedono, quelle dietro ad ogni suo sorriso.
E chi l'ha fatta piangere.

domenica 10 novembre 2013

Collaboriamo?

Genitori, docenti, dirigenti scolastici, personale ATA, dipendenti comunali: collaboriamo? 

Certamente,  voglio evidenziare nuovamente la reale opportunità di approfondire il tema del risparmio energetico a scuola.  Tema che mi sta molto a cuore perché il risparmio energetico sarà una, tra le tante, delle principali strategie per mitigare gli effetti dei mutamenti climatici che già si manifestano palesemente anche sul  territorio italiano.  Forse Diecimila morti per il passaggio del tifone Haiyan, ma finchè è a migliaia di chilometri.... a casa nostra si sta al calduccio. vero?
 Prima le nuove generazioni  parteciperanno attivamente e consapevolmente alle tematiche ambientali meglio sarà per tutti, perché è del loro futuro che si sta parlando.

E’ tutto molto chiaro qui   www.cev-progettalenergia.enea.it
Per supportare l’idea di quanto è possibile fare con poco impegno, lo si può leggere qui nell’articolo del giornale Genova24.it         http://www.genova24.it/2013/05/progetta-lenergia-il-tg-della-scuola-secondaria-di-pegli-vince-il-concorso-nazionale-50844/
La Commissione Europea, in occasione della Settimana Europea dell’Energia, ha lanciato il Patto dei Sindaci, con lo scopo di coinvolgere le comunità locali ad impegnarsi in iniziative per ridurre del 20% le emissioni CO2, aumentare del 20% il livello di efficienza energetica e aumentare l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabili attraverso l’attuazione di un Piano d’Azione che preveda tempi di realizzazione, risorse umane dedicate, monitoraggio, informazione ed educazione.
 Uno tra i tanti obbiettivi specifici della campagna Energia sostenibile per l’Europa sono assicurare un alto livello di sensibilizzazione, comprensione e sostegno dell’opinione pubblica .

Per questi motivi, credo validissimo possa essere, il supporto per le scuole che i comuni  potrebbero e dovrebbero fornire sotto il profilo della formazione nonché  la fornitura di elementi utili al fine di elaborare il progetto promosso dal MIUR, consorzio CEV e Patto dei Sindaci. www.cev-progettalenergia.enea.it

Spero che tra i lettori ci sia qualche dirigente, docente e/o genitore, (in molti siamo genitori), lungimirante che con intelligenza possa informarsi e applicarsi.

Anche se le scuole non  dovessero aderire al bando di concorso, con in palio fino a 3000 euro al primo classificato, la possibilità e le esperienze che maturerebbero negli alunni perchè negarle?

Chiunque dovesse avere dei dubbi per quanto sto riportando, prego cortesemente di leggere il V e ultimo rapporto dell’ IPCC  (Intergovernmental Panel on Climate Change)  e confutare quanto condividono gli scienziati nel mondo http://www.nimbus.it/articoli/2013/130927rapportoIPCC.htm

Importante , magari organizzata da qualche  Comitato Genitori in qualche aula video di qualche scuola, la visione del film documentario  Una scomoda verità  http://it.wikipedia.org/wiki/Una_scomoda_verit%C3%A0  di Al Gore , ex Vicepresidente deli Stati Uniti, che per gli impegni nella difesa dell’ambiente è stato insignito nel 2007 con il Nobel per la pace.

Purtroppo, come da mia esperienza diretta nel consiglio di istituto nella scuola di mia figlia, non interessa l'argomento, e la speranza di mitigare i mutamenti climatici, si disidrata al sole. Cinismo a parte, ma mi piacerebbe sapere se un tifone dovesse prendere forza nel Mediterraneo, e mietere 10.000 europei in poche ore, quanti si interesserebbero ai mutamenti climatici ed al risparmio energetico? Investire oggi nel risparmio energetico creerebbe posti di lavoro? Si potrebbe rilanciare l'economia italiana? Si, ma non ci sono soldi mi si può obbiettare. La risposta più semplice per gli scettici? Prevenire è meglio che curare, sono inimmaginabili i costi sociali ed ambientali dopo il passaggio di un tifone come Haiyan, non è opinabile.
Questione di intelligenza,  persone intelligenti ne incontro sempre meno.
http://www.autocostruzionesolare.it

Carlo Magnaghi


domenica 20 ottobre 2013

Onestà intellettuale

Tratto dal libro  I nuovi limiti dello sviluppo Meadows Donella Meadows Dennis Randers Jorgen , Mondadori editore.

Pagg.  325-328

Nessuno di noi ha la verità in tasca. Ma spesso riusciamo a riconoscere una menzogna, quando ne udiamo una. Molte menzogne sono deliberate, e tanto chi le proferisce quanto chi le ode le comprende come tali. Vengono dette per manipolare, per tranquillizzare, per allettare, per rimandare un'azione o per giustificare un atto di egoismo, per acquisire potere o per mantenerlo, o anche per negare una realtà scomoda.
 Le menzogne distorcono il flusso delle informazioni. Un sistema non può funzionare come si deve se i suoi flussi informativi vengono inquinati da menzogne. Uno dei principi fondamentali della teoria dei sistemi, per ragioni che speriamo di avere chiarito in questo libro, è che le informazioni non dovrebbero essere distorte, ritardate o bloccate.
 <Tuttavia l'umanità è in pericolo> ebbe a dire Buckminster Fuller  < se ciascuno di noi non ha il coraggio, d'ora in avanti, di dire tutta la verità, e di farlo al più presto - adesso-.> Ogni volta che parlate a qualcuno, per strada, al lavoro, rivolgendovi a una folla o a un bambino, avete modo di combattere una menzogna o affermare una verità.
Potete negare l'idea che possedere di più renda migliori; potete mettere in dubbio il principio che se i ricchi diventano più ricchi anche i poveri se ne avvantaggiano. Quanto più si riesce a combattere  la disinformazione, tanto più facile sarà cambiare la nostra società.
 Quello che segue è un elenco di pregiudizi, semplificazioni, trappole verbali e falsità che abbiamo incontrato spesso nelle nostre discussioni sui limiti della crescita. Riteniamo che queste diffuse convinzioni debbano essere segnalate e accuratamente evitate, se si vuole ragionare con chiarezza sull'economia umana e sulla sua relazione con un pianeta finito.

NON: Chi lancia un allarme sul futuro è un profeta di sventure.
MA: Chi lancia un allarme sul futuro indica la necessità di cambiare strada.

NON: L'ambiente è un lusso, una domanda in competizione con altre, un bene che la gente acquisterà se, se lo potrà permettere.
MA: Dall'ambiente discendono ogni forma di vita e ogni attività economica. I sondaggi d'opinione dimostrano che la gente è disposta a pagare di più per avere un ambiente salubre.

NON: Il cambiamento è sacrificio
MA: Il cambiamento è sfida, ed è necessario.

NON: Fermare la crescita impedirà ai poveri di uscire dalla loro condizione.
MA: Sono l'avarizia e l'indifferenza dei ricchi a mantenere i poveri nella miseria. I poveri hanno bisogno che tra i ricchi si sviluppino nuovi atteggiamenti; dopo di che si potrà pensare a form di crescita adatte specificatamente ai loro bisogni.

NON: Ogni paese al mondo dovrebbe essere portato al livello materiale dei paesi più ricchi.
MA: Non è possibile che tutti raggiungano i livelli di consumo materiale di cui godono oggi i ricchi. Ognuno dovrebbe essere messo nelle condizioni di soddisfare i suoi bisogni materiali primari. Al di là di questo livello, i bisogni materiali -di tutti- dovrebbero essere soddisfatti solo se è possibile farlo entro limiti di un'impronta ecologica sostenibile.

NON: Ogni crescita è buona - non c'è spazio per dubbi, distinzioni, analisi.
NEMMENO: Ogni crescita è cattiva.
MA: Ciò che occorre non è la crescita, ma lo sviluppo. Nella misura in cui lo sviluppo implica una'espansione fisica, questa dovrebbe essere equa, accessibile e sostenibile ( tenendo conto di tutti i suoi costi).

NON: La tecnologia risolverà ogni problema.
NEMMENO: La tecnologia non fa altro che creare problemi.
MA: Abbiamo bisogno di incoraggiare tecnologie che riducano l'impronta ecologica, accrescendo l'efficienza, potenzino le risorse, migliorino i segnali e pongano fine alla povertà materiale.
INOLTRE: Dobbiamo affrontare i nostri problemi in quanto esseri umani e dare un apporto che vada oltre la mera tecnologia.

NON: Il sistema di mercato ci darà automaticamente il futuro che vogliamo.
MA: Dobbiamo essere noi a decidere il futuro che vogliamo, Dopo di che, possiamo utilizzare il sistema
di mercato, al pari di molti altri sistemi organizzativi, per realizzarlo

NON: L'industria è la causa (o la cura) di tutti i mali.
NEMMENO: Lo Stato è la causa (o la cura).
NEMMENO: Gli ambientalisti sono la causa (o la cura)
NEMMENO: Qualunque altro gruppo- vengono in mente gli economisti- è la causa 8 o la cura).
MA: Tutte le persone e tutte le istituzioni svolgono un ruolo all'interno di una più ampia struttura sistemica. In
un sistema strutturato per produrre il superamento dei limiti, tutti gli attori, volenti o nolenti, contribuiscono
a quell'esito. In un sistema strutturato per la sostenibilità, tutti contribuiscono a essa: industrie, governi,
ambientalisti e, più di ogni altro, economisti

NON: Pessimismo senza scampo.
NEMMENO: Vacuo ottimismo.
MA: Determinazione a dire la verità sui successi e fallimenti del presente, così come sulle opportunità e gli ostacoli del futuro.
E SOPRATUTTO: Coraggio di riconoscere e sopportare le sofferenze del presente, tenendo al tempo stesso lo sguardo rivolto verso un futuro migliore.
NON: Il modello World 3, o qualsiasi altro modello, è giusto o sbagliato.
MA: Tutti i modelli compresi i nostri modelli mentali, sono giusti (in piccola parte), sbagliati ( in gran parte) e troppo semplici (sempre). Come fare per mettere alla prova i nostri modelli e scoprire in cosa sono nel giusto e in cosa sbagliano? Come improntare il dibattito con gli altri costruttori di modelli a una sana
combinazione di rispetto e scetticismo? Come tagliar corto con il gioco <giusto/sbagliato> sulle opinioni dei nostri interlocutori, e come cominciare, semmai, a sviluppare test <giusto/sbagliato> per confrontare i nostri modelli con il mondo reale?