lunedì 4 marzo 2013

AQUILINO

 
La Porta
 
 
C'era una volta la porta
di questa favola corta.
Chiusa la porta, fermo il cammino,
dove credi di andare, bambino?
Vado lontano, questo risponde,
dove sul mare brillan le onde.
Dietro la porta un mistero:
sarà falso cio' che è vero?
Attento, bambino che vai lontano,
chiedi a qualcunio di darti una mano.
Apro la porta e vado da solo,
un passo, un altro e poi spicco il volo.
La porta s'è aperta e richiusa,
la storia qui sembra conclusa.
Ma un altro bambino arriva gridando:
apriti, porta, sono io che comando!
 
Aquilino
 
aquilinoaquilino.blogspot.com/

domenica 3 marzo 2013

La signora Gina e la signora Gepa

PASSATE A MEZZOGIORNO ORA E' PRESTO PER LE UOVA
 
Da quando ho visto un chicken tractor non ho saputo resistere, costruito con legname di recupero da bancali e qualche vite, eccolo quà! Il pollaio mobile per galline, zona giorno sotto con cucina e veranda, zona notte e depositore piani alti,  doppi servizi (sopra e all'aperto).
Permacultura.
In citta o in campagna non possono mancare numero due galline per n. motivi:
1 sono belle
2 si nutrono degli avanzi della mia cucina , quelli non compostabili
3 fanno tantissima cacca, eccellente fertilizzante naturale bio
4 ci regalano uova quasi tutti giorni
5 Tommaso si diverte un mondo a corrergli dietro con arco e freccia o con la sua falciaerba, mentre Giada prepara le freccie a Tommaso!

sabato 2 marzo 2013

Maledetto coltan...

i componenti elettronici dei nostri computer tv tablet telefonini e tutto quel che c'è di tecnologicamente avanzato sono costituiti anche da coltan, lo sapevate? 
... no non è possibile!   Io no faccio del male mai a nessuno e prego per le popolazioni povere nel mondo...

Quando compri voti

Da wikipedia:

Coltan 
Coltan (contrazione per columbo-tantalite) è il nome comune e colloquiale[11] usato in Africa (nella regione geografica del Congo) e, talvolta, dall'industria mineraria in Africa per una columbite-tantalite a relativamente alto tenore di tantalio.
Il termine coltan ha ottenuto un particolare riscontro[12] da parte dei mass media per le implicazioni sociali, etiche e politiche che assume, nell'Africa congolese e in Rwanda, l'estrazione e la vendita para-legale e non controllata di columbo-tantalite. Il minerale estratto in questi paesi è usato come una redditizia fonte economica da parte di diversi movimenti di guerriglia e concorre, quindi, indirettamente ad alimentare la guerra civile nella regione del Congo.

Il coltan nell'Africa congolese [modifica]
Il valore commerciale del tantalio è molto elevato e, di conseguenza, anche una bassa produzione, come quella congolese, può fornire elevati proventi economici.
Con l'aumento della richiesta mondiale di tantalio, si è fatta particolarmente accesa la lotta fra gruppi para-militari e guerriglieri per il controllo dei territori congolesi di estrazione. Un'area particolarmente interessata è la regione congolese del Kivu (sul confine centro-orientale della Repubblica Democratica del Congo) e i due stati confinanti, Rwanda e Uganda;[16] gli intermediari che trattano la vendita del coltan in questi due paesi si approvvigionerebbero, infatti, dai giacimenti minerari congolesi.
I proventi del commercio semilegale di coltan (così come di altre risorse naturali pregiate) attuato dai movimenti di guerriglia che controllano le province orientali del Congo, alimentano la guerra civile in questi territori.[16][17][18] Tuttavia, il fatto che gruppi armati o comunque non rappresentanti società statali e industrie, si impossessino del minerale e lo vendano con grossi introiti ad acquirenti principalmente occidentali od asiatici non costituisce di per sé un reato in nessuno dei tre stati interessati, rendendo più controversa la situazione. All'acquisto di columbo-tantalite congolese si sarebbero interessate, come intermediarie, anche organizzazioni criminali europee ed asiatiche dedite al traffico illegale di armi, che verrebbero scambiate con il minerale.
La questione dello sfruttamento incontrollato delle risorse congolesi ha raggiunto un livello di gravità tale da interessare l'ONU che ha pubblicato, nell'ottobre 2002, un rapporto[17] che accusava le compagnie impegnate nello sfruttamento delle risorse naturali del paese africano - tra cui il coltan - di favorire indirettamente il prosieguo della guerra civile. Nell'inchiesta in merito all'acquisto di columbite-tantalite venne coinvolta anche la H.C Starck, una sussidiaria della Bayer che si occupa della raffinazione di metalli di transizione quali il molibdeno, niobio, tantalio, tungsteno e renio e della produzione per il mercato dell'elettronica, dei semiconduttori e dei superconduttori, di parti di precisione in leghe speciali e componenti ceramici.
Exquisite-kfind.png
 
Il rapporto del 2002 fu alla base di una condanna di ordine generale da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite[19], nel 2003, in merito allo sfruttamento delle risorse naturali della Repubblica Democratica del Congo che comprendono, oltre alla columbite-tantalite, anche diamanti, smeraldi, uranio, oro e altri metalli preziosi.
Il Tantalum-Niobium International Study Centre - un'organizzazione internazionale con sede in Belgio che raggruppa i maggiori produttori, raffinatori e intermediari mondiali di tantalio e niobio - ha esortato i suoi associati ad evitare l'approvvigionamento di columbo-tantalite congolese e rwandese denunciando come eticamente inaccettabile tale commercio in quanto la vendita del minerale in quei paesi finanzia e ha finanziato la guerra civile oltre ad aver creato danni ambientali a causa dello sfruttamento minerario indiscriminato.[20]

venerdì 1 marzo 2013

Alberto Salza

Nato a Torino nel 1944, dopo gli studi in fisica si è mutato in antropologo free lance. Ha compiuto numerose missioni scientifiche sul campo, dal Sudafrica al Belize, dalle Montagne Rocciose canadesi allo stretto di Bering. Da quarant'anni studia le strategie di sopravvivenza in Africa, in particolare nella zona del lago Turkana: dalle problematiche dei nomadi alla ricostruzione dell'origine della cultura di quattro milioni di anni fa.
Ha collaborato con varie università, organizzazioni umanitarie e istituzioni, fra cui il Ministero degli Affari esteri, l'Unione europea e le Nazioni Unite. Collabora con numerose riviste scientifiche e divulgative, fra cui Le Scienze, D di Repubblica, Airone, Focus e ha pubblicato diversi libri.
Grande narratore di storie, per quarant’anni ha vissuto pericolosamente a contatto con la miseria estrema, dalle periferie delle nostre città agli slum delle megalopoli di Africa e Asia. Ne ha ricavato un pugno di teorie e molti taccuini di aneddoti e incontri con personaggi impossibili da dimenticare. Il risultato sono i suoi due ultimi libri: “Niente. Come si vive quando manca tutto. Antropologia della povertà estrema” e “Bambini perduti. Quando i piccoli non hanno bisogno dei grandi. Storie della parte migliore del genere umano”.
Il primo, fra scienza e racconto, humour nero e tragedia, è un libro di antropologia che si legge come un reportage e si chiude con una domanda tanto paradossale quanto inquietante. Ci prepariamo ad assistere alla nascita di una nuova specie? Homo nihil, il povero più povero, sarà il prossimo anello dell’evoluzione umana?
Nel secondo, Salza ci presenta i bambini del mondo, molti bambini da lui incontrati, per quello che sono, molto diversi da quelli che abitano il nostro immaginario. Non sono "piccoli uomini incompleti" o "adulti in potenza", ma costituiscono una società-cultura a sé stante, con caratteristiche autonome da quella dei grandi. Dalle desolazioni africane alle nostre città, passando per gli slum e i campi rom, emerge un dato costante e inquietante: ragazzi e ragazze, da zero a diciotto anni, tendono sempre più a fare da soli, ad autorganizzarsi e, soprattutto, a non fidarsi di questi adulti. Sono “bambini perduti”, ignorati nelle loro reali esigenze da padri e madri metropolitani, obbligati a salvarsi fuggendo da soli dai Paesi in guerra, oggetto delle accuse di stregoneria nei villaggi africani, tentati e ammaliati dal peggio che offre la cultura adulta occidentale. L'autore colleziona storie da ogni zona del mondo per abbozzare un ritratto collettivo del "mondo bambino" che non può più essere dipinto in rosa e azzurro ma più spesso assume i colori contrastati e violenti di un quadro espressionista. Un'età difficile e sconosciuta, che rappresenta però la parte migliore, più evoluta e preparata al cambiamento della specie umana. http://www.mondoinpace.it/home_page.asp

Serenità

 La vita è sinusoidale si nasce, si vive, si è felici ed infelici e poi si muore.
 la serenità è la linea che divide gli alti e bassi, purtroppo la frequenza delle onde non so se dipendono da me... da me dipende capire che la serenità è sfuggente come la vita.